Non sono un megalomane, altrimenti avrei detto di essere anche un complemento oggetto, un verbo e pure un predicato geniale! Sono obbiettivo e metto a fuoco una situazione lapalissiana, inconfutabile. Il panorama moderno non offre personaggi con la mia profondità, acume o brillantezza.
Volevo parlare un pò di me (forse il mio argomento preferito) ma non saprei bene da che parte iniziare.
Con "C’era una volta" non si può e nemmeno "Sono nato" va bene: io non c’ero e non mi piace parlare di cose che non conosco!
E’ stato sicuramente un inizio facile, figlio solo con genitori e parentado dedito ad una benevolenza quasi assoluta. E credo anche ben riposta almeno per un pò. Ero un bimbo
adorabile.
Figlio di tanta Musica, la mia è stata un’evoluzione ciclica, partita dall’ascolto estenuante di opera, "alleggerito" dal beat italiano e da autori moderni come Sergio Endrigo! Che mi hanno finalmente schiuso le porte del pop per poi ritrovarmi ora in un miscuglio non scremabile di generi, ad ascoltare di nuovo opera, stavolta gustandomela. Avrò buttato via del tempo o sarà stato un percorso imprescinbile? Si poteva fare in un’altra maniera? Magari evitando ad un povero bambino di 6 – 7 anni di venire investito in pieno dal melodramma risorgimentale italiano, dove tutti sono cattivi e a morire, patendo, sono sempre i buoni? In un flusso instancabile di musica densa, bella ma per giunta ripetitiva. Chissà se poi è stato il mio animo romantico a scoprire i cantautori nostrani, a stonarli accompagnato dal piano prima e dalla chitarra poi, fino a schiudermi le porte delle canzoni in inglese! Per fortuna che ora ci sono gli mp3.
Come compositore do (e anche re, mi, fa…) , anzi darei, del tu a Mozart, se non fosse che non parlo bene il tedesco e che il nostro è abbastanza rinseccolito al momento. Però ricordo distintamente che da piccolo (e intendo davvero piccolo) abbozzavo mirabolanti sinfonie al pianoforte senza poi però saperle trasformare in partiture, non è che adesso sia cambiato un granché vista la mia dimestichezza coi programmi di scrittura musicale. Però c’ho ancora tutto qui, in testa, da qualche parte.
Mi sono stancato presto di poetare decidendo che la cosa non faceva per me e al massimo poteva risolvermi un momento di depressione acuta. Scrivere in versi è veramente difficile e poi a italiano io sono sempre stato quello del 6.5: potevo elaborare quasiasi prodotto dalla ciofeca ad un componimento epico, il voto sempre quello era! Certo mi ha risolto molte annate ma stimoli 0!
I Libri hanno avuto una strana parte nella mia vita. Come una ragazzina di cui ricordi di aver avuto una cotta ma non ricordi lei. Ogni tanto la reincontri, e provi a riassaporarla, ti ci butti dentro per un pò ma se non ha funzionato allora …
Come i dischi, i libri ci sono sempre stati, passione di famiglia, vecchi, fuori moda come tutto l’arredamento, genitori compresi. Mi venivano letti, accoccolati a letto. Mi venivano insegnati e poi consegnati ed ogni tanto ne facevo pure un’abbuffata: aperti a 45 gradi come se sbirciarci dentro comportasse una responsabilità superiore a quella di cui ero capace. Pudore e raccomandazioni, così non si sciupano, come se non sciupati riuscissero a raccontare meglio la loro storia!
Ed ora soffro, quando qualcuno scrive, stropiccia, fa gli orecchi, pressa i libri.. ma si tratta della loro "vita" e non ci metto bocca. Un giorno però, i libri si ribelleranno e allora sarà un casino.
Dice che siamo il paese in cui si legge meno. E’ vero, penso dipenda dal fatto che culturalmente ci hanno insegnato che è meglio farci i cazzi nostri!
Un’ultima cosa la voglio aggiungere, una cosa che mi ha fatto riflettere: da un pò giro per blog, sfoglio giornali OnLine, costantemente concentrato sul presente per meglio leggere il mio passato. Però ogni volta che mi trovo a carezzare un foglio di un libro, sento di scorrere col dito il mio futuro e girare la pagina della mia giornata per andare avanti a leggere ciò che mi aspetta. Personaggi lontani hanno già assaporato quello che mi investe adesso, ma alle volte preferisco distogliermi, forse per evitare di pensare che sia già tutto de-scritto?
Del mio rapporto con gli Amici ho più volte parlato ma questo aggancio con i Libri mi dà l’opportunità di aggiungere una frase di De Carlo che di recente mi ha colpito: " Nell’amico c’è qualcosa di noi, un nostro possibile modo di essere, il riflesso di una delle altre identità che potremmo assumere ". Quindi se volete sapere come sono ora, mettete insieme un pò qua e là e ci siamo.
Per lungo tempo mi sono impegnato a stare dalla sponda giusta del fiume ma poi giusta per chi, giusta per cosa? Una volta scartati tutti i relativi valoriali per arrivare in ultimo a sentire di dover rispettare solo me stesso, il successivo e definitivo passo è stato breve. Un pò di sano menefreghismo è cresciuto concimato dalla constatazione di non avere energia a scufficienza per tutti. Quindi nelle mie cervellotiche elucubrazioni, ergendomi come unico giudice del mio personalissimo mondo, ho cominciato a respirare un pò d’aria libera. Ho smesso di sentirmi in debito ed in dovere, ho cominciato a pretendere per me, da me e dagli altri e a non preoccuparmi di dare sostanza alle mie giornate. Bastava scorrerle per dire di esserci stato, accendersi per qualche momento invece che doverle rendere dense di essenza.
In fondo si cresce cercando cose per riempirsi il tempo fino al punto che il tempo lo riempiamo davvero e non abbiamo più spazio per cercare, e allora si aspetta che per entropia un pò di questo "pieno" scemi, e si faccia del nuovo posto dentro di noi, da colmare il prima possibile. Ma si tratta più che altro di subire la vita, studiarla non basta, Maciste è quello che piega il ferro a mani nude, il nome del fabbro che lo modella è andato perso! I trucchi alla fine colano via con l’acqua e rimane lo scheletro a dire quello che sei.
L’ultima illusione è che importi a qualcuno più di quanto non importi a te stesso e questo ci condiziona a dover "lasciare qualcosa" , a stabilire un legame imperituro quanto possiamo. E andiamo incontro a questa nostra impotenza. La mia soluzione è ridurre l’universo invece di espandere l’ego. E se non lo dici a voce troppo alta magari funziona.
In fin dei conti mi ritengo un pò
Sofista
Edonista
Sessista
e sicuramente
Fancazzista
Ma non credo proprio di essere un cattivo ragazzo.
Però quello che forse davvero ha contraddistinto tutto il mio percorso è questo continuo chiedere il perchè, a me stesso ed al mondo. Vivo nella ricerca del perchè, non che effettivamente ci sia un interesse nel perché delle cose ma in quanto cercare mi rende migliore, mi fa sentire meglio. Una sorta di gusto della spiegazione in sé, alla continua ricerca della causalità delle cose, un tentativo utopistico di uno schema predittivo. Uno schema non ingessato che comunque permette di aggirare anche gli imprevisti. Un turbinio per sostenere la mia immobilità. Qualcosa deve sempre frullare qui dentro.
E quando questi pensieri urlano così forte, mi ritrovo a scrivermi per svuotarmi, senza poter decidere se si tratta di distogliersi o se invece faccio posto per i nuovi pensieri che aspettano in fila, più o meno ordinati, per entrare.
Bisogna comunque ammettere che ne è passata di acqua sotto i ponti da un anno fa e che oggi sono una persona assolutamente diversa.
Buon Compleanno Guido